FUGA – l’ultimo rifugio

Mai più di oggi il termine rifugio è tornato in auge: rifugiarsi dove? Da chi? In noi o altrove?
Questi sono stati alcuni degli spunti di riflessione per la creazione dello spettacolo.
Dai bombardamenti e attentati di varia matrice in tutto il mondo in “una terza guerra mondiale” non dichiarata, cerchiamo rifugio da una fuga, da minacce più o meno concrete.
La cornice del rifugio antiatomico del Soratte ispira Raphael Bianco a rappresentare situazioni di attesa, fuga, scampo, nell’ambiente claustrofobico di uno spazio che è stato testimone di sofferenza e strategie militari e dove danza e musica dal vivo interagiscono nella linea contemporanea di un dialogo aleatorio evocando suggestioni e stati d’animo attraverso l’interazione fra suono e gesto danzante.

Never more than today the term refuge is back in vogue: Take refuge where? By whom? In US or elsewhere?
These were some of the points of reflection for the creation of the show.
From the bombings and attacks of various matrices throughout the world in “a Third World War” undeclared, we seek refuge from an escape, from threats more or less concrete.
The frame of the antiatomic refuge of Soratte inspires Raphael Bianco to represent situations of waiting, escape, nephrops, in the claustrophobic environment of a space that has witnessed suffering and military strategies and where dance and live music interact In the contemporary line of a random dialogue evoking suggestions and moods through the interaction between sound and dancing gesture.

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