ESSAIS – d’apres Montaigne

IDEAZIONE E COREOGRAFIA Raphael Bianco
ASSISTENTE ALLA COREOGRAFIA Elena Rolla
MAITRE DE BALLET Vincenzo Galano
MUSICA Meredith Monk, Alessandro Cortini, Rafael Anton Irisarri, Mika Vainio, Senking
LUCI Enzo Galia
SCENOGRAFIA Massimo Voghera realizzata da Renato Ostorero
DANZATORI 7
DURATA 50 min

Il lavoro trae spunto dai celebri Saggi di Montaigne, dove la danza, tra fisicità e astrazione, veicola aforismi, precetti morali e riflessioni di varia natura sull’esistenza ed in particolare sulla libertà e l’agire individuale. È il primo capitolo di un progetto dal titolo “Ergo Sum” diviso in tre parti che invita a riflettere sul concetto stesso di esistenza, declinato attraverso l’esplorazione delle idee e delle intuizioni di singolari figure del pensiero filosofico e scientifico (Montaigne, Einstein e Descartes). 

Gli Essais sono tentativi, prove, come suggerisce il verbo francese esseyer, un questionare senza pretese di verità. Cosi come la mia danza fatta di sperimentazioni coreografiche, surreali e criptiche, ispirata nella sua struttura e autonomia a chi, anche confuso e spaventato, si chiuse in una stanza a scrivere di sé, per sé e pochi intimi affermando il proprio
spirito libero.
Una danza slegata da qualsiasi contenuto narrativo, e che ho voluto però profondamente intrisa di umanità, per esplorare il caleidoscopico labirinto dell’anima che emerge dagli Essais, con una differenza sostanziale: Montaigne ha scritto tre volumi, composti da decine di capitoli dedicati ciascuno a specifici comportamenti, caratteri, situazioni umane, la danza grazie al suo potere evocativo, in pochi gesti, può sintetizzare una moltitudine di significati, suscitando riflessioni differenti in ciascuno di noi.
Per questa ragione ho scelto un elemento scenografico scomponibile che frammentasse lo spazio e, come un palazzo degli specchi, rivelasse o nascondesse, immagini e azioni, e dove non forzatamente ciò che è in primo piano è prioritario rispetto a prospettive secondarie. Anche la musica è frammentaria ed eterogenea, esattamente come i soggetti e la scrittura di Montaigne.
Queste le mie sperimentazioni coreografiche, un modo per sfuggire al mondo e ritornarci con la serena consapevolezza dell’ignoranza che accumuna tutta l’umanità, unica certezza, assieme alla morte, che mi accompagna e avvicina a Montaigne. Raphael Bianco